sabato, 06 giugno 2009

Alla faccia della Poli A.Bortone e delle sue ruspe notturne. Alla faccia di tutti quelli bravi a sparlarne e farne polemiche sterili. Dopo tre anni di travagli e lotte, grazie anche alla sezione leccese del PRCI e al consigliere dell'UDEUR Giovanni Castoro, il piccolo polmone verde del Quartiere San Pio ha riaperto i battenti.

Malgrado l'arroganza del vecchio sindaco Adriana Poli Bortone, che intendeva raderlo al suolo per cementarlo e spostarci il mercato ortofrutticolo di Porta Rudiae. Sorda alle proteste dei cittadini del quartiere, che le si erano opposti dichiarando il parco intoccabile, era arrivata addirittura a organizzarne la demolizione alle quattro del mattino, senza voler sentire nessuno. Caso volle che i giovani del PRC di allora se ne accorsero in tempo, inscenando una Tien An Men tutta leccese, che costrinse le ruspe al ritiro.

Dopo esser stato commissariato dalla Provincia, il Parco è dovuto restare chiuso e recintato per tre anni, tre anni in cui i bambini (vincitori di un concorso che tempo fa regalò loro le giostre del parco come premio) hanno atteso, sperando.

Adesso il parco è libero.

A dispetto degli ignoranti che lo ritenevano abusivo, è sorto in armonia con un condominio di case popolari.

A dispetto di chi oggi se ne prende impropriamente il merito.

E, dulcis in fundo, a dispetto dei furbetti di questa amministrazione che per distoglierne l'attenzione avevano creato altri parchetti nelle vicinanze, adesso il Rione San Pio gode di una sterminata prateria di tutto rispetto.

Alla faccia di chi lo avrebbe voluto sempre grigio.

 

IL NORMANNO

postato da: vocedalsud alle ore 20:11 | commenti
categoria:politica, ambiente
sabato, 14 marzo 2009

Da Lecce gli azionisti di minoranza di Alitalia citano in giudizio Berlusconi. Prima udienza a Luglio

Alitalia

Gli azionisti di minoranza di Alitalia Linee Aeree SpA, pesantemente danneggiati dalla operazione di cessione della ex Compagnia di Bandiera, hanno dato formale avvio all’azione legale

(...)

L’avv. Francesco Toto  ha provveduto a notificare a Silvio Berlusconi un atto di citazione in giudizio a comparire innanzi al Tribunale Civile di Lecce, al fine di ottenere la condanna al risarcimento del danno subito.

Proprio nel momento decisivo e più delicato della trattativa per la cessione della compagnia di bandiera, le affermazioni dell’On.le Berlusconi portarono Air France-Klm a fare un passo indietro, malgrado Alitalia avesse ritenuto nel dicembre 2007 che la proposta non vincolante trasmessa da Air France-Klm offrisse alla società la soluzione appropriata per la salvaguardia del complessivo patrimonio dell’azienda. Ancora, nel piano proposto da Air France era prevista una OPS (offerta pubblica di scambio) che avrebbe salvaguardato le ragioni degli azionisti di minoranza.

Per di più alle esternazioni di Berlusconi circa la maggiore vantaggiosità dell’operazione che avrebbe proposto la “Cordata di patrioti” non è seguito alcun riscontro atteso l’assoluto azzeramento delle minoranze azionarie e dei loro diritti.

Difendono l’avv. Toto, il prof. avv. Fernando Greco, docente di “Diritto dei consumatori e del mercato” nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università del Salento e l’avv. Francesco D’Agata del Foro di Lecce.

(...) La prima udienza, salvo differimenti, è fissata a luglio presso il Tribunale Civile di Lecce e chiunque riterrà di avere interesse a farlo potrà intervenire nel celebrando processo nei modi previsti dal vigente codice di procedura civile.


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postato da: vocedalsud alle ore 15:20 | commenti (2)
categoria:politica
mercoledì, 05 novembre 2008
 
A quanto pare anche qui a Lecce si è risvegliata una certa coscienza politica, almeno da parte degli studenti.  Le cifre della questura sembrano aggirarsi sulle 6000 anime manifestanti. Un successo, in una città come Lecce, che con tutto il rispetto ha sempre fatto del torpore sociale e dell’indifferenza sovrani indiscussi. Tutto si è svolto per il meglio, pacificamente, e senza disordini pubblici come viceversa avvenuto nelle grandi città come Roma, vuoi perché i presenti del corteo erano un sesto rispetto a quelli della capitale, vuoi perché Lecce non è una metropoli, vuoi perché facinorosi e personaggi infiltrati hanno preferito rinunciare a scaldare gli animi perché non ne val la pena, insomma i motivi sono tanti e vari.
La Legge 133/08 che fa parte della Riforma Gelmini prevede tagli assurdi e improponibili  a quello che dovrebbe essere un ente intoccabile e già disastrato, quale la scuola pubblica italiana. Soprattutto qui nel mezzogiorno la Legge 133/08 rischia di aggravare i problemi già consistenti nel quale nuotano gli universitari. Ma senza andare a guardare tutto il Mezzogiorno o tutta la Puglia, pensiamo per un attimo al Salento e alla sua “Atene delle Puglie”, Lecce appunto. Già il Rettore Magnifico Laforgia aveva alzato le tasse di iscrizione portandole a 700 euro, senza produrre visibili migliorie al comparto universitario, aggiungiamo che la burocrazia non è esattamente un buon servizio (e state sicuri che non va certo meglio nelle Accademie e nei Conservatori), allora si va via via a delineare lo scenario fra qualche tempo che si profilerà con i suddetti tagli. Meno professori, più disservizi, prevedibili parentopoli allargate a macchia d’olio, probabile calo della qualità delle scuole, e via dicendo. Ma c’é di più: furbetti come sono i nostri politici di centrodestra, hanno ben pensato di effettuare i tagli sull’istruzione in maniera praticamente chirurgica: se quindi da una parte le materie umanistiche e artistiche ne soffriranno, quelle invece che soddisfano i palati imprenditoriali, quali ad esempio facoltà come Ingegneria non avranno grosse sorprese. Una pura strategia di mercato che di politico e sociale ha veramente ben poco, e non investe nella cultura come dovrebbe.
Intanto le proteste continuano, accese e sempre costruttive, da veglie notturne a cortei, sfilate di santini della Gelmini in veste di Beata Ignoranza, striscioni coloriti con slogan immediati, fino ad arrivare a vere e proprie lezioni all’aperto, di cui oggi posso dire di essermi deliziato: Sociologia della Comunicazione in Piazza Sant’Oronzo, sfidando sia la malasorte dello Stemma Portasfortuna, che l’ignoranza di certi anziani passanti che berciano ai quattro venti “avete rotto il ***** abbiamo capito che state male”. Certa gente in tal modo si riserva brutte figure, dando dal mio punto di vista un’idea precisa di quello che è il leccese medio: un po’ menefreghista e sempre pronto a inveire sulle brutture che lui stesso ha permesso. I leccesi tutti non me ne vogliano: è una puntualizzazione che viene da un loro compaesano che vorrebbe un cambiamento prima di tutto mentale, senza snobismi e con più umiltà, dote a quanto vedo mancante fra molti, gemella dell’ignoranza che si sta combattendo.

Per chi volesse tenersi aggiornato sulla manifestazione,può visitare il blog  http://www.no133lecce.blogspot.com/
postato da: vocedalsud alle ore 15:51 | commenti
categoria:politica, università
martedì, 03 giugno 2008


Pubblico qui su Obelisco la lettera di Luigi Spedicato al Rettore Magnifico DellaForgia a proposito di quella specie di festa patronale che è il provincialissimo Premio Barocco.

"Magnifico Rettore, ho una domanda da farle, e lo faccio utilizzando una locuzione linguistica che, coniata dall’ex ministro Antonio Di Pietro, è oramai entrata nell’uso linguistico quotidiano. E dunque, Magnifico: che c’azzecca? Che c’azzeccano il nome ed il logo dell’Università del Salento tra gli sponsor ed i patrocinatori di uno dei tanti inutili e spreconi premi dell’estate italiana? Che c’azzecca il prestigio di una istituzione di alta cultura con la passerella mondana che si svolgerà a Lecce?"

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postato da: vocedalsud alle ore 09:57 | commenti
categoria:provincialismi
martedì, 15 gennaio 2008

Foto: Antonio Trevisi


L'idea del filobus è una cavolata.

Non c’è stata alcuna forma di partecipazione democratica in merito all’opera.

I cittadini sono stati del tutto ESCLUSI, come sempre accade per le scelte urbanistiche.
E' uno schiaffo al senso civico, alla legalità, alla democrazia e all’intelligenza dei leccesi, la maggioranza dei quali, evidentemente, gode di essere pecora con qualcuno che gli regala l’idea di essere pastore per un giorno ogni cinque anni, quando assolve i suoi doveri di pecora.
Un popolo di servi ha quel che si merita. Bastonate mascherate da progresso e diritti trasformati in favori e concessioni.
Faziosi, devoti e credenti, i tipici connotati del gregge abbandonato al pascolo sulle costose strisce blu, fonte di lauto mantenimento di un sistema che si rigenera, lentamente, ma costantemente, di generazione in generazione, nei secoli dei secoli (amen).

Il filobus si smantella ovunque (vedi Bari, un po’ di anni orsono), mentre a Lecce, ( era stato tolto negli anni ‘20) oggi è rivenduto come una novità!

I politicanti markettari non hanno perso occasione per inaugurare la novità delle novità, la meraviglia tecnologica non dissimile da quanto circolava già sulle strade un secolo fa.

Sono in ritardo di cento anni e quel che dispiace è che non sempre questi ritardi sono dovuti alla gerontocrazia. Sarà che a lecce nascono già vecchi?

I bus elettrici erano già in circolazione, che senso ha abbruttire la bella città con pali e fili così antiestetici? Anche dove esiste già il filobus, comunque si utilizzano elementi già presenti del tessuto urbano per minimizzare l’impatto visivo.

  A Lecce invece lo spazio pubblico è la prostituta degli interessi privati. Quando si può lucrare anche su di esso non si perde occasione (vedi Parco Corvaglia nel martoriato Rione San Pio). L’unico favore lo si è fatto all’appaltatore, non certo ai cittadini.

Vorrei vedere gli amministratori andare a lavoro in bus o in bicicletta, come accade in paesi più civili...

la metropolitana di lecce

Questo è lo schizzo di un progetto di metropolitana per la città. Nonostante le dimensioni demografiche di Lecce non siano tali da configurare un’area metropolitana, in questo caso comunque il sistema tocca i centri della prima corona, non si tratta di un filobus di quartiere. Il progetto prevede percorsi misti (anche sopraelevati e interrati), sulla falsa riga del sistema di trasporti metropolitano di Londra.

Si noti che vengono coperte tutte le aree cruciali della città, non solo il centro (peraltro l’attuale filobus si dimentica di nodi fondamentali proprio nel centralissimo Quartiere Mazzini).

L’attuale percorso del filobus, infatti, certamente aumenterà le disparità tra le aree urbane servite e quelle non servite.

Se si vuole ridurre l’inquinamento ambientale ed acustico, prodotto dal traffico automobilistico, si cominci ad implementare piste ciclabili VERE e sistemi di bike sharing, non dimostrativi.

I trasporti pubblici devono essere celeri, costanti, e garantire una copertura, 24 ore su 24, almeno sui tratti principali.

I bus devono avere una capienza maggiore, sino a 50 passeggeri, non gli attuali che risultano uno spreco e sono peraltro scomodi.

I bus devono sempre avere una corsia privilegiata e muoversi esclusivamente su quella. Il filobus avrebbe avuto senso solo se fosse stato un tram con binari protetti ed esclusivi, liberando di fatto dalle auto le strade cittadine. non si può però pensare di liberarsi dalle auto nel momento in cui non si sviluppano parallelamente sistemi effettivi di intermodalità.

Invece questa amministrazione, anche per tutelare i taxi, ha promosso soluzioni grottesche in fatto di intermodalità, si pensi al fatto che Salento in Bus non possa giungere in stazione. Ma questo è un altro discorso… resta che i taxi, soprattutto quelli multipli, non li prenderà mai nessuno a causa dei prezzi irragionevoli praticati, almeno finché non ci sarà una vera liberalizzazione del sistema.

Sulla S.G.M. poi, che appare tra i principali nodi di vitalità finanziaria per molte forze politiche, ci sarebbe da aprire un altro capitolo. Comincio col dire che è urgente e necessario, assolutamente imprescindibile separare le sue funzioni. Solo a Lecce accade un palese conflitto di interessi! Non è possibile gestire contemporaneamente trasporti pubblici e parcheggi (per non parlare di due funzioni complementari a questi, non meno importanti, come la rimozione delle auto e la segnaletica orizzontale).

Da migliaia di leccesi, quotidianamente, giunge l’augurio del peggiore dei mali che possa capitare a chi ha ideato e gestisce questo vile sistema di potere ai danni di una mobilità più efficiente e meno dispensiosa sulle tasche e sui polmoni dei cittadini, in generale sulla loro vita.

In anteprima il percorso del filobus leccese, preso dal sito di appassionati ‘mondotram

filobus a lecce


 

Paolo Margari

postato da: vocedalsud alle ore 15:57 | commenti (1)
categoria:orrori, traffico
lunedì, 11 giugno 2007
Non lasciatevi ingannare dal nome "termovalorizzatori": questi oggettini sono macchine di morte.



Provocano cancro nel seguente modo:


postato da: vocedalsud alle ore 12:42 | commenti (6)
categoria:ambiente
lunedì, 28 maggio 2007
Ma vi piace così tanto la Poli Bortone?




Che dire, continuate così. Prendetevi in giro.


IL NORMANNO
postato da: vocedalsud alle ore 19:55 | commenti (3)
categoria:politica
domenica, 21 gennaio 2007


Della serie "allo squallore non c'è fine", vi presento dei simpaticissimi adesivi appiccicati su alcuni cassonetti per indumenti usati in Via Toma, nel quartiere San Pio.
Forse sono stati diffusi in altre zone della città, e per questo consiglio a chi ne trova in giro di strapparli seduta stante. Facciamo un favore a questa città: non facciamola sprofondare ulteriormente nello sterco del razzismo e dell'ottusità di pensiero.

IL NORMANNO
postato da: vocedalsud alle ore 19:31 | commenti (1)
categoria:orrori
domenica, 14 gennaio 2007

www.soccorsosociale.org


"La recente sentenza della Cassazione  in merito alle famigerate strisce blu, da' ampiamente ragione ai cittadini ed a Soccorso Sociale che, sin dalla sua genesi, si batte a difesa degli automobilisti vessati.
A Lecce, Soccorso Sociale, raggruppa, tra gli altri, diversi cittadini che, già anni or sono, si batterono contro questi abusi da parte di Peyla e della Poli A.Bortone.

Il commento del Peyla alla sentenza, ci fa solo sorridere. Tra l'altro, costui, dichiarando di aver messo le strisce blu solo all'interno della cinta dei viali di circonvallazione, ha dichiarato il falso. Gli ricordiamo i chilometri di strisce blu che ha messo nel quartiere Ferrovia.

Il modello per presentare ricorso (innanzi al Giudice di Pace o al Prefetto) si può scaricare, ovviamente gratuitamente, dal nostro sito www.soccorsosociale.org. Dallo stesso si può scaricare, ovviamente gratuitamente, il modello per richiedere, al sindaco di Lecce, il rimborso delle multe già pagate. Per ulteriori delucidazioni, la nostra e-mail è Peyla_paga_tu@libero.it

Il nostro assessore al traffico Giovanni Peyla vive in un altro mondo, lo dimostrano le sue dichiarazioni in merito che ci paiono a dir poco grottesche: sappiano, invece, i cittadini che quasi il 100% dei ricorsi sono stati, sin qui, accolti.
La stampa locale affronta tale problema solo una volta all'anno, o poco più.
Rammentiamo alla Poli Bortone, al Peyla ed alla SGM che, da contratto di lavoro, gli ausiliari del traffico non dovrebbero essere ridotti a parcheggiatori a tempo pieno.
Invitiamo i leccesi vessati a svegliarsi, una buona volta, ed a presentare ricorso.

Soccorso Sociale è pronto a regalare, al Peyla, un biglietto ferroviario per Genova, ovviamente di sola andata. "

Soccorso Sociale
Segreteria Provinciale di Lecce


Contattiamoli!!!  -------> Peyla_paga_tu@libero.it <-------


IL NORMANNO
postato da: vocedalsud alle ore 14:53 | commenti (2)
categoria:traffico
sabato, 06 maggio 2006



Non si sa se San Cataldo sia mai stato veramente l’orgoglio di Lecce, ma certamente in passato sarà esistito un momento in cui avrà goduto di buona fama.

Un momento molto, molto lontano, chiaramente.

C’è da chiedersi il motivo per cui sia finito così.

Voglio dire, molti di voi faranno di tanto in tanto un salto con lo scooter o la macchina, in questo posto ormai dimenticato da dio…avete notato com’è cambiato, nel tempo?

Una volta la spiaggia era molto vasta, e ci si poteva bagnare, adesso non più.

Adesso non ci si può nemmeno avvicinare alla spiaggia.

Divieti nati da problemi mai risolti hanno reso il luogo una zona desertica e abbandonata a sé stessa.

Il nostro S.Cataldo è teoricamente parte della città, e viene trattato come una frazione di Lecce, sotto la tutela dell’Assessore alle Marine


Come mai non viene curato come si deve?

 
Ci sono quattro o cinque bar, di cui una manciata di ristoranti, uno o due lidi (i restanti appartengono al comune di Vernole), e un paio di altalene e scivoli traslocati vicini al Faro Triste a seguito di atti vandalici.

 C’è una zona per il campeggio che non viene tutelata dagli anni Ottanta, pare che il contratto non sia stato più rinnovato da allora.

Oltre a questa, non vi sono strutture adibite al turismo, come pensioni, alberghi, hotel, niente di niente a parte un ostello della gioventù.

Per quanto riguarda l’aspetto, sono stati condotti diversi lavori, incompleti da tre anni.

I lavori di ristrutturazione hanno visto l’abbattimento delle vecchie panchine, cementificazione della zona, e relativa pausa prima di mettere le mattonelle al marciapiede. Una pausa interminabile, a quanto pare.

 La spiaggia invece, è perennemente coperta da rifiuti di ogni genere, gli unici netturbini che passano prendono solo la spazzatura e se ne vanno, bisogna aspettare la bella stagione per una cura un po’ più sufficiente delle strade. 

Sì, esatto, viene data più attenzione all’asfalto che alla spiaggia inquinata.

 Questo inverno, la sabbia era piena di cumuli schifosi di alghe, inghiottiti poi dalle onde.

Il mare è sozzo, e il suo livello si sta alzando sempre di più, si sta mangiando la litoranea.

Sono stati convocati dall’amministrazione comunale certi esperti per costruire una barriera che indebolisse questa forza inarrestabile, e loro l’hanno realizzata, sì.

 

Frangiflutti verticali.

 Contro una marea che avanza anche diritta. Bellissima idea, complimenti.

 Ricapitoliamo: il turismo è scoraggiato, il posto è quasi trascurato o curato male, ci sono randagi ovunque, le spiagge fanno schifo, il mare sommergerà tutto, non c’è porto, cosa ce lo teniamo a fare?

 Non sarebbe meglio sfruttare quello che c’è e renderlo più agevole per turisti o anche per i pochi abitanti locali? La spiaggia può essere curata, il mare può essere purificato, le attività incoraggiate.

Esistono poi progetti più seri di questo!! Non lontano da qui, rimanendo nel Salento, seguendo la litoranea fino ad arrivare in provincia di Brindisi,  a Campo di Mare!


Quello è  uno sbarramento corretto! ORIZZONTALE!

E infatti Campo di Mare, che si trovava nelle stesse condizioni di S. Cataldo, ora sta riguadagnando centimetri di spiaggia, ed è balneabile!

Chi prendiamo in giro? Le idee ci sono, ma è la voglia che manca.

 

IL NORMANNO

postato da: vocedalsud alle ore 11:54 | commenti (5)
categoria:turismo
sabato, 15 aprile 2006

Tempo fa, il Comune di Lecce ha raso al suolo un paio di case minime nella zona S. Pio, lasciando uno spazio vuoto che gli abitanti hanno deciso di riempire facendovi costruire sopra un grazioso parco, con un paio di altalene, un campo da calcio, una fontanina e un paio di alberi. La prima vera oasi verde nel grigio quartiere S.Pio.

Dopo un po’, il nostro sindaco Poli Bortone è entrato in scena con una grandiosa idea: togliere il parco e spostarci il mercato coperto (quello che ora è di fronte a Porta Rudiae). 

Ovviamente, quest’idea non è stata presa molto bene dagli abitanti di quella zona, che hanno dato il via ad una protesta continuata, che ha costretto più volte il ritiro delle ruspe.

Tanti sono stati i tentativi di dissuadere gli abitanti, con le buone (la creazione di un altro parco vicino alla chiesetta Balsamo, che non corrisponde a metratura verde, e pare sarà solo una scappatoia temporanea) e con le cattive (minacce di denuncia).

A quanto pare, la gente del posto sembrava essersi davvero affezionata a questo piccolo polmone verde.

Il Comune dal canto suo ha continuato con questa specie di guerra, punzecchiando gli animi degli abitanti delle ex-case minime, e mettendoli contro i sostenitori del parco.

Atti vandalici di ogni tipo, violenza psicologica, liti, polemiche, hanno regnato fino ad oggi, fino all’ideazione dinnanzi al parco di una nuova caotica, perversa segnaletica (quale sia la sua funzione è un mistero), che ha contribuito alla creazione di nuovi innovativi bestemmioni da parte dei cittadini.

Sono state fatte finora moltissime manifestazioni anche da parte della Sezione Giovanile di Rifondazione, che ha preso a cuore la faccenda, lottando con gli abitanti per preservare il verde. Gli attivisti hanno infatti aiutato gli abitanti del quartiere con raccolte di firme, proteste scritte, manifestazioni, e ultimamente sono riusciti a fermare le ruspe anche di notte.

Già: a quanto pare rispetto e dialogo scarseggiano un po' al Comune, visto che quest'ultima azione non era affatto legale.


Dunque. Credo sia giunto, per tutti noi leccesi, il momento di svegliarsi.

Il nostro sindaco non può prendere decisioni per noi. Dobbiamo essere noi a farci avanti, e contestare questa scelta antidemocratica.

Dobbiamo imporre la nostra volontà di cittadini, siamo noi che decidiamo, non lei.

La Poli A.Bortone è una nostra dipendente, così come tutti i politici. Le paghiamo lo stipendio con le tasse affinché faccia quel che le diciamo noi, non quel che vuole lei. Sono i nostri interessi, è la nostra città.


IL NORMANNO

 

Il sito ufficiale del Parco Corvaglia è www.parcocorvaglia.org
postato da: vocedalsud alle ore 12:44 | commenti (5)
categoria:ambiente
domenica, 19 marzo 2006

Avete mai guidato a Lecce?

Io ho preso la patente da un po’, e trovo che la viabilità faccia abbastanza cagare.

Incroci mortali ad ogni angolo, strade disseminate di auto parcheggiate in doppia fila, parcheggi sempre meno gratuiti e troppi a pagamento, semafori inutili, vigili che non fanno che peggiorare ancora di più la situazione, strade con asfalto a groviera, e così via.

Ecco un esempio.

Lo riconoscete? E’ l’incrocio fra Viale Gallipoli e Via dell’Università, conosciuto anche come “il Crocevia dell’Inferno” o “l’Angolo delle StraCastimazze”.

Ora, Lecce è piena di rotatorie, anche dove non ne servono, cosa stiamo aspettando a metterne una qui? O magari attivare i semafori, che stanno sempre a lampeggiare?

Ogni volta vengono incaricati due poveri vigili di regolare (o meglio, disordinare) il traffico, e puntualmente l’orrore ricomincia.

E le castimazze aumentano.

Senza vigili, la segnaletica per terra viene rispettata ben poco, e ognuno fa quel che vuole, congelando spessissimo l’incrocio.

Allora dico, lo vogliamo regolare meglio?

Cosa ne pensa il nostro assessore al traffico Giovanni Peyla? Non è il caso di fare qualcosa?  

Chiamiamolo ed esponiamogli il problema, vediamo che dice.

ufficio.mobilita@comune.lecce.it

 

IL NORMANNO

postato da: vocedalsud alle ore 12:51 | commenti (28)
categoria:traffico
giovedì, 16 marzo 2006

Ciao a tutti,

forse vi starete chiedendo che genere di sito sia questo.


Ve lo spiego io: è un WEBLOG ( o “Blog” ), un sito internet particolare dove chiunque può dire la propria opinione in maniera diretta.

Qual è il tema di questo blog? Tutto ciò che riguarda il nostro Salento.

Parleremo di attualità, politica, cultura, scuola, sanità, ambiente, attualità, tradizione, etc… proprio come una sorta di “giornale virtuale”.

Qual’è la funzione di questo “giornale virtuale”?

 
Informarvi.

Informarvi SERIAMENTE. Offrirvi la verità e lasciarvi la libertà di commentarla.

Prenderete coscienza di verità che non sono scritte sui giornali, e non compaiono in televisione, e parleremo di Lecce e provincia. Quando avete del tempo, venite qui a trovarci, e leggete cosa scriviamo.

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IL NORMANNO

postato da: vocedalsud alle ore 12:26 | commenti (7)
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