Foto: Antonio Trevisi
L'
idea del filobus è una cavolata.
Non c’è stata alcuna forma di
partecipazione democratica in merito all’opera.
I cittadini sono stati del tutto
ESCLUSI, come sempre accade per le scelte urbanistiche.
E' uno
schiaffo al senso civico, alla legalità, alla democrazia e all’intelligenza dei leccesi, la maggioranza dei quali, evidentemente, gode di essere
pecora con qualcuno che gli regala l’idea di essere pastore per un giorno ogni cinque anni, quando assolve i suoi doveri di pecora.
Un popolo di servi ha quel che si merita. Bastonate mascherate da progresso e diritti trasformati in favori e concessioni.
Faziosi, devoti e credenti, i tipici connotati del gregge abbandonato al pascolo sulle costose strisce blu, fonte di lauto mantenimento di un sistema che si rigenera, lentamente, ma costantemente, di generazione in generazione, nei secoli dei secoli (amen).
Il filobus si smantella ovunque (vedi Bari, un po’ di anni orsono), mentre a Lecce, ( era stato tolto negli anni ‘20) oggi è rivenduto come una novità!
I politicanti markettari non hanno perso occasione per inaugurare la novità delle novità, la meraviglia tecnologica non dissimile da quanto circolava già sulle strade un secolo fa.
Sono in ritardo di cento anni e quel che dispiace è che non sempre questi ritardi sono dovuti alla gerontocrazia. Sarà che a lecce nascono già vecchi?
I bus elettrici erano già in circolazione, che senso ha abbruttire la bella città con pali e fili così antiestetici? Anche dove esiste già il filobus, comunque si utilizzano elementi già presenti del tessuto urbano per minimizzare l’impatto visivo.
A Lecce invece lo spazio pubblico è la prostituta degli interessi privati. Quando si può lucrare anche su di esso non si perde occasione (vedi Parco Corvaglia nel martoriato Rione San Pio). L’unico favore lo si è fatto all’appaltatore, non certo ai cittadini.
Vorrei vedere gli amministratori andare a lavoro in bus o in bicicletta, come accade in paesi più civili...

Questo è lo schizzo di un progetto di metropolitana per la città. Nonostante le dimensioni demografiche di Lecce non siano tali da configurare un’area metropolitana, in questo caso comunque il sistema tocca i centri della prima corona, non si tratta di un filobus di quartiere. Il progetto prevede percorsi misti (anche sopraelevati e interrati), sulla falsa riga del sistema di trasporti metropolitano di Londra.
Si noti che vengono coperte tutte le aree cruciali della città, non solo il centro (peraltro l’attuale filobus si dimentica di nodi fondamentali proprio nel centralissimo Quartiere Mazzini).
L’attuale percorso del filobus, infatti, certamente aumenterà le disparità tra le aree urbane servite e quelle non servite.
Se si vuole ridurre l’inquinamento ambientale ed acustico, prodotto dal traffico automobilistico, si cominci ad implementare piste ciclabili VERE e sistemi di bike sharing, non dimostrativi.
I trasporti pubblici devono essere celeri, costanti, e garantire una copertura, 24 ore su 24, almeno sui tratti principali.
I bus devono avere una capienza maggiore, sino a 50 passeggeri, non gli attuali che risultano uno spreco e sono peraltro scomodi.
I bus devono sempre avere una corsia privilegiata e muoversi esclusivamente su quella. Il filobus avrebbe avuto senso solo se fosse stato un tram con binari protetti ed esclusivi, liberando di fatto dalle auto le strade cittadine. non si può però pensare di liberarsi dalle auto nel momento in cui non si sviluppano parallelamente sistemi effettivi di intermodalità.
Invece questa amministrazione, anche per tutelare i taxi, ha promosso soluzioni grottesche in fatto di intermodalità, si pensi al fatto che Salento in Bus non possa giungere in stazione. Ma questo è un altro discorso… resta che i taxi, soprattutto quelli multipli, non li prenderà mai nessuno a causa dei prezzi irragionevoli praticati, almeno finché non ci sarà una vera liberalizzazione del sistema.
Sulla S.G.M. poi, che appare tra i principali nodi di vitalità finanziaria per molte forze politiche, ci sarebbe da aprire un altro capitolo. Comincio col dire che è urgente e necessario, assolutamente imprescindibile separare le sue funzioni. Solo a Lecce accade un palese conflitto di interessi! Non è possibile gestire contemporaneamente trasporti pubblici e parcheggi (per non parlare di due funzioni complementari a questi, non meno importanti, come la rimozione delle auto e la segnaletica orizzontale).
Da migliaia di leccesi, quotidianamente, giunge l’augurio del peggiore dei mali che possa capitare a chi ha ideato e gestisce questo vile sistema di potere ai danni di una mobilità più efficiente e meno dispensiosa sulle tasche e sui polmoni dei cittadini, in generale sulla loro vita.
In anteprima il percorso del filobus leccese, preso dal sito di appassionati ‘mondotram‘

Paolo Margari